THE BOOK, la prima booknovelas in rete - Mary Francis

THE BOOK-la prima booknovelas in rete, è un libro a puntate creato in base ai commenti lasciati dagli utenti. Leggete e commentate tutte le puntate della booknovelas!
martedì, 24 giugno 2008

XVII puntata

Il primo mese di lavoro era stato fantastico: avevamo ripreso alla grande, non solo avevamo clienti facoltosi ma, anche divertenti.

Maddalena, io e altri due clienti tutti i giovedì ci ritrovavamo nella stessa camera di hotel con due clienti che volevano…divertirsi, non volevano scopare…volevano divertirsi, come quando erano giovani. Erano entrambi uomini d’affari con un sacco di soldi, mogli anoressiche che a quarant’anni erano già al terzo lifting, figli stupidi che andavano in qualche scuola privata e non sapevano vestirsi da soli a 14 anni e un sacco di amanti occasionali di vent’anni…un sacco di amanti come i soldi ma le tenevano ben nascoste non in bella vista come i soldi nel portafogli di pelle di coccodrillo con inserti in oro bianco (evidentemente andava di moda ma, vedere quel coccodrillo con del metallo incastrato, mi faceva una gran tristezza…a volte immaginavo che il coccodrillo potesse riaprire gli occhi, anzi l’occhio perché nell’altro era incastonato un pezzo d’oro, e li potesse mordere a sangue….).

 Volevano solo divertirsi nei mini party che organizzavamo: qualche canna, un po’ di cocaina, champagne, musica movimentata, bolle di sapone, ostriche, aragoste e fragole come nei migliori clichè, solo questo…niente sesso…si divertivano e non dovevano sentirsi in colpa nei confronti dell’amica speciale di turno che ovviamente cambiava ogni settimana quando i due tornavano dai viaggi senza il regalo adatto, con un oggetto piuttosto che un altro…e così la settimana dopo quando li rivedevamo, oltre ai 500 dollari, prendevamo come omaggio i regali rifiutati dalle amanti-bambine.      

Avevo collezionato quattro modelli differenti di Louis Vuitton, due collane, un collier d’oro bianco e brillantini e una doppia, una particolarissimo mix di topazi, perle nere, inserti d’oro giallo e opali, bellissima e si intonava meravigliosamente ai miei capelli rosso fuoco, stonava un po’ con gli occhi verdi ma, per quello, mi bastava togliere le lenti e vedere con i miei occhi azzurri.

Dopo un mese, però, Luca e Marco sparirono, si volatilizzarono nel nulla…come se i party, la cocaina, le canne, i soldi e i regali non fossero mai esistiti.

 Luca mi aveva lasciato il numero di cellulare…non mi ero mai permessa di chiamare un cliente sul cellulare privato quando aveva deciso di sparire ma, la cosa mi sembrava molto strana….”Luca sono Sandra”….Luca aveva detto qualcosa a qualcuno….”cazzo…” e una voce femminile stranamente familiare gli aveva risposto “riattacca” e lui aveva riattaccato.   


Alla prossima puntata! 
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lunedì, 09 giugno 2008

XVI puntata

“Ciao”- “Sei venuta! Ti stavo aspettando”
Aveva un bel sorriso, sicuro ed emozionato anche se cercava di non esternarlo.
“Ciao” – “prima di uscire ho dato da mangiare a Ines e mentre stavamo per venire qui ha rigurgitato, non ho fatto in tempo a cambiarmi” ero rossa un po’ per la vergogna di essermi presentata all’ appuntamento con quel piccolo rivolo bianco sulla maglietta color pesca e un po’ perché ero lusingata di quelle attenzioni, di quello sguardo pieno di fuoco, di ammirazione, di estasi.

“ Ti ordino il caffé e per Ines” – ci eravamo accomodati in un divanetto nella parte più interna del bar dell’albergo. 
Non mi piaceva il caffé, non lo bevevo più perché il suo sapore mi ricordava Vanessa, le nostre chiacchierate e l’odore della sigaretta che lei accendeva intanto che sorseggiava il suo.
Non mi piaceva più il caffé ma, Alex era stato così gentile, era così bello, era così coinvolgente, era così premuroso che avrei bevuto dieci caffé se li avesse ordinati.

“Un caffé macchiato per me va benissimo, per Ines nulla grazie” – mentre Alex era al bancone, mi accorsi che la gente mi guardava: una ragazza giovane con un accento strano, una bambina piccola che non assomigliava per nulla ad Alex che, sembrava più vecchio di me di almeno di dieci/quindici anni.

Era molto affascinante, quei modi delicati e sicuri mi facevano impazzire, mi faceva ridere, mi insegnava tante cose era molto paterno ma anche molto divertente.

“Allora, come stai?” – “Ti tratta bene Rosy?”, me lo chiese con un sorriso a metà tra il sarcastico e il furbo, sorrideva ma gli angoli della bocca erano tirati fino a metà guancia dove formavano una cavità profonda.
“Si…a volte è un po’ dura ma, se riesco a vivere è grazie a lei” – “Ha avuto una vita molto dura e non dà molta importanza ai modi ma, più alla sostanza…mi sta aiutando molto con Ines”
“Da quanto sei qui?”
“Tre anni e sei mesi, più o meno” “Ho sempre lavorato da Rosy. Lei mi ha anche trovato il piccolo appartamento in cui vivo ora. Posso portare Ines al lavoro quando voglio e a volte è lei ad occuparsi di questa piccola peste!” – Ines era molto vivace, intelligente.
Guardava Alex con occhi languidi, come se avesse già imparato come comportarsi con gli uomini per ottenere quello che voleva, sembrava molto più sicura di me e a volte i suoi sorrisi, i suoi capricci e i suoi gesti sembravano studiati, erano poco naturali, calcolati, modulati per avere attenzioni e ammirazione. A
mavo la mia bambina a volte, però, ne avevo quasi paura.


Alex e Ines erano subito entrati in sintonia.  

Alla prossima puntata! 
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martedì, 27 maggio 2008

Riassunto dalla I alla XV puntata

Vanessa ed Elisabetta (Van e Lilly per la famiglia e gli amici) sono amiche da sempre, sono cresciute insieme dall’asilo fino ad i loro 20 anni ma,  sono molto diverse: Vanessa è bionda e con gli occhi azzurri, figlia di un medico e di un avvocato, bella, frivola, viziata, con tanta voglia di divertirsi e poca di studiare o di pensare seriamente al proprio avvenire, Elisabetta invece è mora con occhi scuri, affascinante, figlia di una ragazza madre, coscienziosa, profonda, responsabile e con tanta grinta per sfondare nella vita rispettando comunque i sani principi che le erano stati impartiti dalla mamma.

Una mattina di luglio Lilly, Iacopo (cugino di Lilly) e Lorenzo (migliore amico di Iacopo) passano a prendere in macchina Van per una vacanza al mare ma, lei spiazzando tutti annuncia che non li seguirà perché vuole riscoprire se stessa, provare a cavarsela da sola, provare a se stessa e agli altri che può farcela, vuole per qualche giorno un’esperienza tutta sua. Lilly e gli altri provano a convincerla ad andare con loro, a stare tutti insieme per passare una bella vacanza ma, Van è irremovibile: saluta gli amici, li rassicura e prende il primo treno.


1 puntata
2 puntata

...Vanessa

Vanessa si ritrova a Londra dove incontra Darling, un gay cinquantenne che la ospita in casa e le fa conoscere Maddalena, una prostituta di lusso, bellissima e ben introdotta nell’ambiente.
Van diventa Sandra ed inizia a lavorare per Maddalena: all’inizio gli affari procedono molto bene ma a poco a poco comincia a perdere tutti i clienti.
Il primo ad abbandonarla è My King, il più facoltoso, poi Pierre, innamoratosi di una prostituta brasiliana e ritornato in Francia con lei, poi Massimo, Joseph, studente di un master rimasto senza soldi dopo che il padre, accortosi delle ingenti uscite, gli aveva tagliato i finanziamenti e infine Mister X, innamorato perso di lei ma deciso a tagliare qualsiasi tipo di rapporto.
Dopo questi abbandoni Sandra e Maddalena decidono di prendersi qualche settimana di pausa: la prima cambia completamente aspetto, capelli, lenti a contatto e seno rifatto, la seconda parte per una vacanza con il marito.
Finita la vacanza Maddalena chiama Sandra per riprendere l’attività grazie a nuovi contatti e le dà appuntamento in un locale di Soho per parlarne ma, non si presenta e il suo cellulare rimane spento per tutta la sera.
Finalmente Sandra riesce a rintracciarla e la raggiunge a casa sua con un cab ma Mad ancora non c’è, arriva dopo mezz’ora scendendo da auto bianca da capogiro, l’auto di un cliente. Sandra è molto sollevata nel rivederla perché aveva avuto paura che le fosse successo qualcosa, la abbraccia e riceve dalla protettrice i contatti di alcuni uomini di affari con cui ricominciare a lavorare. Pur essendo molto contenta Sandra ha l’impressione che qualcosa non vada: Maddalena non l’aveva avvisata dell’appuntamento con il cliente come abitudine ma, l’aveva lasciata completamente fuori…..

5 puntata

6 puntata
7 puntata
8 puntata
12 puntata
13 puntata

...Elisabetta


Dopo la scomparsa dell’amica, le visite di Lilly ai genitori di Van si fanno sempre più assidue, insieme piangono, ricordano, si consolano, si fanno forza per andare avanti. Anna, la madre di Van, si lega ancora di più a Lilly che diventa la confidente della sua disperazione.
Un giorno, come i precedenti, Lilly suona al campanello dei genitori di Van, Anna non c’è e le apre il marito….i due senza rendersi conto del come, uniscono il loro dolore in un rapporto fisico…Lilly scopre dopo alcune settimane di aspettare un bambino dal padre della sua migliore amica. Anna e la madre di Lilly la cacciano via, la costringono a lasciare il paese, si vergognano di lei e di quello che ha fatto.
Il padre di Van poco dopo muore inspiegabilmente. 
Lilly si rifugia per un paio di mesi da Iacopo, suo cugino: dopo l’arresto di Iacopo per spaccio di droga, Lilly raccoglie quel poco che era riuscita a recuperare e prende il primo pullman. La sera di Natale si ritrova sola in una stanzetta di albergo di un paesino insignificante.
Trova lavoro come parrucchiera da Rosy, una signora anziana proprietaria del salone. Rosy, molto dura e molto severa con Lilly, la aiuta a crescere la bambina nata nel giugno dell’anno successivo, Ines, che ha gli stessi occhi blu dell’amica ormai perduta.
Lilly vive solo per la sua bambina e il lavoro nel salone, non ha svaghi, non ha amici, l’unico lusso che si concede è quello di ascoltare la musica mentre è sotto la doccia, da una piccola radio….ogni volta che esce dalla doccia, Alex, che le abita di fronte e la vede dalla sua finestra, la guarda e le sorride: Lilly grazie agli sguardi innocenti e caldi di Alex si riscopre, poco a poco, una donna.
Il suo nuovo amico, però, non è del paese, è uno straniero, come lei e non è ben visto dagli abitanti che sospettato sia un assassino….
Una sera, però, Alex non è di fronte alla finestra e Lilly si sente di nuovo un  fagotto…..qualcuno suona al campanello, lei apre la porta ma non trova nessuno, c’è però, una tazzina da caffè poggiata sul tappetino dell’entrata con un fiore attorcigliato al manico e un invito: “Domani sera alle 20.30 al bar da Massimo per un caffè. Porta anche Ines”.   
Il giorno dopo, a causa dei pettegolezzi della fioraia del paese che entra nel salone per la solita messa in piega, tutti vengono a sapere che Lilly e Alex si sarebbero visti…..

2 puntata
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lunedì, 05 maggio 2008

XV puntata

Alex mi guardava sempre dalla finestra che io lasciavo socchiusa per farmi guardare, ogni volta che mi guardava io arrossivo e mi nascondevo sorridendo, come una bambina.
Tutte le sere, quando tornavo nella mia stanzetta, accendevo la radio , adagiavo dolcemente Ines sul letto a due piazze, mi infilavo sotto la doccia e dopo aver finito, mi avvolgevo nell’asciugamano davanti alla finestra accostata, Alex mi guardava e mi sorrideva, io arrossivo, mi nascondevo e sorridevo.
Non c’era altro, solo questo, solo brevi sbirciate e sorrisi innocenti. Un giorno però Alex non c’era e dalla finestra di fronte non mi guardava nessuno: un senso di vuoto e di niente mi teneva in una forte stretta, in un pugno chiuso….Alex mi stava aiutando a ritrovarmi donna e senza vederlo, all’improvviso, ero tornata ad essere un fagotto

Suonano alla porta, mi infilo una maglietta ed i pantaloni rosa, mi precipito ad aprire la porta prima che il campanello svegli Ines…..apro ma non c’è nessuno, apro e vedo per terra una tazzina, di quelle per il caffè con un fiore attorcigliato attorno al piccolo manico, con tanto di piattino e di bigliettino: “20.30 domani nella caffetteria di Massimo per un caffè. Porta anche Ines. Alex” .

Un invito, un invito simpatico da un amico, un invito non di quelli audaci, non di quelli che vogliono sconvolgerti la vita fin da subito ma, un invito deciso, rispettoso di me, di Ines, degli orari di una piccola famiglia, un invito di quelli che sanno di tenerezza, di condivisione….mi ero dimenticata la finestra socchiusa e mentre leggevo il bigliettino, sentivo lo sguardo di Alex dalla sua finestra e percepivo il suo sorriso….io come al solito arrossisco e sorrido, senza nascondermi però…

Quel sorriso mi è rimasto per tutto il giorno dopo, le clienti e Rosy non riescono a capire perché sono così radiosa, fino a quando Elsa, la fioraia, arriva nel salone e durante la messa in piega si confida con noi: ”Alex è venuto nel mio negozio stamattina e ha comprato due fiori, una calla bianca “per un’amica dai capelli sempre curati” e una margherita blu “per una bambina piccola dagli occhi blu”,” – Ines aveva preso il colore degli occhi del padre, blu, come quelli di Vanessa - così ha scritto sui bigliettini che accompagnavano i fiori”.

Improvvisamente tutte le signore si voltarono verso di me, attonite, preoccupate, sdegnate, come se avessi una relazione torbida con un delinquente….per loro era un delinquente.


Alla prossima puntata!


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mercoledì, 16 aprile 2008

INTERMEZZO...Giochiamo!

Grazie Carlyssima (www.quellochemifrega.splinder.com) per avermi invitato a giocare alle 6 "COSE CHE AMO"! Un modo carino e divertente per farsi conoscere un pò di più:

Allora, cominciamo, le sei cose che AMO sono:


1. leggere...di tutto, qualsiasi cosa, anche l'etichetta dell'acqua

2. giocare a palla come se avessi ancora due anni

3. il pollo

4. il profumo del caffè appena sveglia

5. scrivere con la biro fino a quando non esce quel piccolo calletto sul dito medio

6. ascoltare sdraiata su un prato tutti i rumori che mi trasmettono tranquillità, dalla musica al venticello che muove l'erba



I miei inviti a giocare vanno a:

Bruno Barin

Matteo D'agord

Wayl

Samunihno

Casalinga Precaria


Nata con la valigia



Il regolamento a cui si devono attenere gli invitati è breve e molto semplice:

-indicare il link di chi vi ha coinvolti
-scrivere il regolamento del gioco sul proprio blog
-citare le sei cose oggetto del gioco
-coinvolgere altri sei personaggi
-comunicare ai fortunati la nomination


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lunedì, 14 aprile 2008

XIV puntata

Mi sono riseduta al tavolo sorseggiando un altro drink  , aspettando con pazienza che Maria fosse raggiungibile e intanto continuavo a guardare i ragazzi e le ragazze che ballavano contenti e scherzavano con i loro amici. Mi sentivo meno sola vedendoli ballare e divertirsi, stavano facendo quello che in realtà avrei dovuto fare anche io: le loro risate contagiavano anche me e mi sono ritrovata a sorridere senza sapere il perché, neanche il pensiero della seconda tappa in bagno per buttare fuori dal mio copro il secondo drink mi sembrava così pesante dopo tutte quelle risate.

Buttando giù l’ultimo sorso mi alzo e mi dirigo verso la porta del bagno ma, proprio in quel momento, la mano di un ragazzo prende la mia tirandomi a sé: era la volta di un merenghe e aveva bisogno di una compagna. Con lui che mi guidava mi sembrava di essere la campionessa di qualche gara di ballo internazionale, quelle per cui si comprano quei bei vestiti, si ha uno sponsor e si passano mesi, anni ad allenarsi.
Dopo il merenghe un tango, dopo il tango una salsa, dopo la salsa una samba, dopo la samba mi sentivo …. una ragazza della mia età con una vita normale, mi accomiatai dal mio cavaliere spagnolo, lui salutandomi mi diede un bacio sulla mano e mi sorrise…non avevo più voglia di andare in bagno, tutto quel movimento mi aveva aiutato a smaltire il drink, ero felice e non ci pensavo più. Ecco un sms di Maria: “Sono con un cliente, ti aspetto a casa mia tra 30 minuti”.

Dovevo cercare un taxi nero per andare a casa di Maria, erano le 11 passate…tante volte i clienti chiamavano all’ultimo minuto e di solito ci chiamavano per avvertirci, per dirci l’orario, la durata e il luogo dell’ incontro, non era mai successo niente ma se ci fosse stato bisogno l’altra sarebbe intervenuta, in qualche modo. Riuscii a trovare un cab, in trenta minuti esatti sarei stata a casa di Maria….arrivai, suonai il campanello di casa sua ma lei non c’era….mi sedetti su uno scalino freddo davanti alla porta, mi tolsi le scarpe con i tacchi alti e l’aspettai, a mezzanotte non era ancora arrivata…..perchè non mi aveva avvertita, perché non mi aveva detto che aveva un appuntamento con un cliente?

  Provai a chiamarla ma il cellulare era ancora non raggiungibile, avrei aspettato altri dieci minuti e poi me ne sarei andata, anzi no, l’avrei aspettata per chiederle spiegazioni, per sapere se il modo di lavorare era cambiato, se le regole erano cambiate, se c’erano stati dei problemi….magari qualcuno le aveva fatto del male, forse qualcuno era passato a prenderla a casa e non le aveva dato il tempo di avvertirmi, l’avevano picchiata? O peggio?

Stavo per chiamare Darling per parlargli delle mie preoccupazioni e chiedere aiuto quando un’auto bianca, dell’aspetto molto costosa (non avevo ancora imparato a distinguere le macchine più costose da quelle meno costose) si fermo davanti a casa di Maria e scese lei, bellissima, abbronzata, con i capelli mossi, un vestito nero di Armani molto semplice ma, molto elegante, tacchi altissimi di Dolce e Gabbana, una borsetta di Gucci…mi sorrise dopo un’ora di ritardo come se niente fosse, mi salutò affettuosamente e calorosamente, io l’abbracciai, ero molto preoccupata e il vederla mi aveva sollevato. Mi invitò ad entrare a casa sua e mi fece vedere quanto aveva guadagnato quella sera con quel cliente, 1200 dollari per due ore: niente di particolare, cena, qualche parola e qualche preliminare. Di clienti così ne aveva altri e proprio quella sera ce li spartimmo…A me sarebbero toccati Victor, che nonostante il nome era italianissimo, Marcelo e Gianni, anche lui era italiano ed era bisessuale, aveva un fidanzato a Londra ma, ogni tanto, si divertiva ancora con una donna e dato che era molto facoltoso le voleva belle, intelligenti, raffinate e soprattutto che lo facessero divertire senza fare domande: per me era perfetto, non volevo più clienti con cui parlare ma solo clienti.
Maria aveva al collo un gioiello da capogiro, era la prima volta che lo vedo…forse un regalo di suo marito: vedendo tutti quei soldi e i clienti che Maria mi aveva affidato, non feci più domande. Tutto era come prima.

Perchè non mi aveva avvertita, perché non mi aveva detto che aveva un appuntamento con un cliente?   
 

Alla prossima puntata! 


    
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venerdì, 11 aprile 2008

Aspettando la XIV puntata

Tra pochissimi giorni sarà on-line la XIV puntata.... nell'attesa Mary Francis vi presenta un nuovo progetto, condiviso con l'amico Bruno Barin, Racconti ispirati: una serie di racconti scritti prendendo spunto e ispirazione  da quello scritto precedentemente.
Un blog a quattro mani voluto da due colleghi di lavoro, due nazioni a confronto, Italia e Brasile, che si incontrano grazie alla passione per le parole e per la scrittura.

Raccontispirati è un tributo alla voglia di comunicare e di condividere perciò date una sbirciata e se vi piace tornate a trovarci spesso, la nostra porta è sempre aperta!

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mercoledì, 02 aprile 2008

XIII puntata

Avevo appuntamento con Maria alle 22.00 al Seven a Soho, dovevo sbrigarmi, doveva parlarmi di una cosa importante…era tornata dalle vacanze con un mese di ritardo e io stavo cominciando a preoccuparmi, dovevo pagare l’affitto a Darling e nell’ultimo mese tra palestra, cambio d’immagine, shopping e tette nuove avevo speso una fortuna.

Maria aveva trovato dei clienti nuovi. Non vedevo l’ora di rimettermi a lavorare, sentire ancora di poter fare girare la testa ad un uomo e così tornare ad essere viva, con il fuoco dentro, con la voglia di riempirmi le notti per non pensare, per non pensare alla mia casa, ai miei amici, a mia mamma, a mio papà, alla mia cara amica Lilly.

Spesso mi veniva in mente il viso da Lilly quando era piccola, quegli occhi vispi e spinti dal voler conoscere tutto, curiosi del mondo e di ogni minimo dettaglio, quel modo di fare sbarazzino con i codini asimmetrici e quando cominciava ad essere donna, jeans, scarpe da ginnastica, T-shirt, rimmel e burro cacao, sempre spettinata…lei non aveva bisogno di apparire perfetta perché la sua perfezione e la sua bellezza erano la sua intelligenza, così vivida e naturale…era lei, senza fronzoli, l’aria vicino a lei non era mai rarefatta ma era sempre chiara e incredibilmente pulita. Il suo destino era scritto nel suo essere: sarebbe diventata qualcuno, una di quelle persone in grado di farsi ricordare per un contributo importante, una di quelle che sapevano dove volevano arrivare e non perdevano tempo, avrebbe scalato la sua montagna e avrebbe sicuramente vinto.

Eccomi al Seven, pieno di gente ma Maria aveva prenotato un tavolino nell’ala destra del locale, da dove si vedeva tutta la pista in cui ragazzi come me ridevano e ballavano fino allo sfinimento.
Maria non è ancora arrivata, mi siedo al nostro tavolo e ordino un drink, intanto guardo un ragazzo che cerca di attirare l’attenzione di una bella ragazza, lui è molto carino, dolce, fine, delicato nei modi, lei è un po’ timida, sembra fredda ma nasconde dentro di se un universo ancora da scoprire, è bella ma non lo sa.
Dopo il drink, dopo quindici minuti, provo a chiamare Maria al cellulare ma è spento. Allora mi dirigo verso la toilette, la fila è molto lunga ma aspetto con pazienza il mio turno che arriva dopo dieci minuti, entro nel piccolo bagno, mi abbasso un pochino stando attenta a non toccare con le ginocchia per terra, mi raccolgo i capelli con un elastico, la testa china sul water, metto due dita in gola e rimetto il drink, troppe calorie.
"I will survive" in sottofondo.

Alla prossima puntata!
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lunedì, 10 marzo 2008

XII puntata

Di nuovo tutto da capo, dovevo trovare un’altra volta una soluzione per riuscire a sopravvivere. Per fortuna questa volta non ero completamente sola, con me c’erano Maria e Darlin.
Io, Vanessa, Sandra, sarei riuscita ancora una volta a ripartire alla grande, con l’aiuto dei miei amici. Io e Maria eravamo una squadra, accompagnatrici affettuose, attente, intelligenti e premurose…lei mi aveva insegnato tutto quello che sapevo fare e tutto quello che era necessario per fare perdere la testa ad un uomo: massima disponibilità e una giustificazione per ogni comportamento, anche il più inconsueto o apparentemente sconsiderato, estrema dolcezza e massima comprensione, completando il tutto lasciando credere ai clienti di essere esclusivamente loro.


Dopo l’abbandono di molti dei nostri migliori clienti, io e Maria decidemmo di prenderci una pausa rigenerante prima di ricominciare l’attività. Lei sarebbe andata in vacanza quindici giorni con il marito (ignaro di tutto)  in qualche posto esotico: avrebbe avuto un’abbronzatura splendida e dorata da sfoggiare con i più esigenti, sponsorizzata dalla sua dolce  metà…
Io non sapevo ancora cosa fare ma avevo voglia di rinnovarmi, i capelli o forse il trucco o l’abbigliamento o le unghie…forse tutto quanto, una bella mano di vernice nuova dal colore sgargiante per cambiare ancora una volta e ricominciare in forma…avevo già cambiato nome e cambiare il resto sarebbe stato di sicuro più semplice.

La prima cosa da fare era guardarsi allo specchio, annegare il viso nell’acqua fresca, compiacersi dell’aspetto particolarmente riposato dopo mesi di vita sregolata e scegliere cosa cambiare per prima cosa, poi per seconda, per terza e così via…..una ventata di…di …di…non si di cosa ma le novità non possono far male , giusto?

Prima i capelli, un bel colore vivace per sentirmi più viva…devo prendere l’autobus per andare a Portobello, anzi due passi non mi faranno male, là c’è un parrucchiere spagnolo che dicono faccia miracoli e che trasformi completante le persone, proprio quello che mi ci vuole!
Una tagliata netta ed ecco spuntare un morbido solletichio sulla fronte, poi il rumore delle forbici mi sfiora le orecchie, il rumore del phon, la piastra per stirare i capelli e la cute improvvisamente appesantita. Sergio, l’artista del parrucco, ha finito…mi guardo allo specchio e rimango incantata….una lunga chioma rosso fuoco liscia e morbida…un’altra identità completamente differente da quella precedente.
Di corsa a Carnaby Street per la ricostruzione delle unghie e anche lì rimango esterrefatta: lunghissime unghie color champagne per graffiare meglio la vita ma, dolcemente anche se con determinazione e costanza. Corro a casa per provare le lenti a contatto colorate, verde smeraldo, appena comprate…le indosso…che stupore…la prima volta che mi stupisco guardando me stessa allo specchio…quella sono io, la stessa persona di stamattina.


Alla prossima puntata!



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venerdì, 07 marzo 2008

ASPETTANDO LA XII PUNTATA...

In attesa di scoprire cosa accadrà nella XII puntata....provate a bussare a casa
di Casalinga Precaria....
...vedrete che spasso!

Torno lunedì con la nuova puntata, aspettatemi!


un bacio a tutti!
mf
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